Lola (prima parte)

huellas

Poeta adicto al portal
LOLA​

Un giorno mi disse che non le piaceva essere chiamata così, ma è così come io l`ho conosciuta, ed è così como il suo ricordo mi viene in mente. . Era il momento di un altro cambiamento nella mia vita, non sapevo ancora che sarebbe stato un periodo così notevole, i cambiamenti continuerebbero ogni cinque anni fino ad oggi. Nuovo lavoro, nuovo fidanzato, nuova casa…, come se tutte le stelle unite avessero deciso che era il momento di rompere con tutto, e di cominciare una nuova vita. Quest`era la seconda volta, la prima, mi (successi) quando avevo diciotto anni. Fu a quel punto quando decisi di lasciare il negozio familiare dove lavoravo, mi mancava l`aria in quel piccolo paese dove abitavo. È vero che avevo avuto momenti molto belli insieme alla foresta, imparando ad ascoltare il silenzio nel bosco, ma per contro, avevo sentito occhiate furtive degli abitanti, ansiosi per avere una vendetta política e credendo che tutti i forestieri eravamo nemici.
Era il momento di cambiare, di nuovo le stelle si univano. Una mia amica mi parlò di un lavoro nella città dove ero nata e dove avevo vissuto fino ai 18 anni, e un amico mi propose Lola. Detto così puó sembrare una moneta di cambio e, certamente non sarebbe un`assurditá. Lola era la zia della fidanzata di un mio amico, aveva 92 anni e abitava da sola in un palazzo di fronte allo stadio di calcio e non lontado dal mio nuovo lavoro. All´inizio sentivo un po´di schifo, la casa era tutta scura benché ci fossero due finestre affacciate per stanza, a lei, piacevano le persiane abbassate, quasi chiuse, diceva che il rumore l´incomodava molto e aveva ragione. L´ospedale della cità era molto vicino, il servizio di urgenza delle ambulanze passava dalla nostra via, nei giorni di calcio il ruggito dello stadio si ascoltava come se stessimo nel medio campo, e le sirene degli automobili della polizia ti spaventavano nel cuore della notte. Dimenticavo di dire che la centrale della polizia era anche vicina a noi. La casa aveva tre stanze: La camera da letto di Lola era sempre chiusa. Quando tornavo dal lavoro la guardavo dal di fuori, immaginavo Lola sdraiata sul letto, in silenzio e circondata in una nuvola di fumo, aveva le dita gialle come le parete della casa, la nicotina impregnava tutti gli angoli della casa, a volte mi guardavo nello specchio per paura di diventare gialla............​
 
Che bravo!, mi dispiace peró... é un pó lungo.
Grazie amico per leggerlo
 

MundoPoesía se mantiene gracias a la publicidad y al apoyo de nuestros Mecenas.

✦ Hazte Mecenas

Sin publicidad · Blog propio · Apoya la poesía en español

Atrás
Arriba