Lola ( seconda parte ii)

huellas

Poeta adicto al portal
Insieme alla stanza di Lola, ce n`era un´altra, chiusa a chiave. –Un giorno te la mostreró- mi disse il primo giorno strizzandomi l´occhio confidenzialmente e sorridendomi. – ma adesso non è il momento-. Vicino a quei due porte c’`era il corridoio, sempre al buio e coperto dal fumo. L`unica luce che si vedeva era quella che proveniva dalla televisione, sempre accesa e quasi sempre ignorata. Quello che mi colpiva di più nel soggiorno era una figura di “San Mamés”, abbastanza brutto secondo me, -Sai chi è?- mi chiese guardandomi con i suoi piccoli occhi, -Non ne ho la più pallida idea!- risposi con cautela. A dire il vero, Lola era un po’ bizzarra, assomigliava un hobbit, era molto piccola, dai capelli argentei e molto voluminosi, lenta nel camminare e nel parlare, dallo sguardo acuto e silenzioso, calzava delle scarpe anche con la camicia da notte!, è non portava mai le calze. Sentivo freddo quando guardavo I suoi piedini. -Non dovresti usare delle calze? Le chiesi un giorno - Mi sento molto bene così- rispose stupita per l`intromissione, mai chiedeva per I fatti miei.
La mia camera da letto era anche molto piccola, il letto era proprio per bambini, c’`era un armadio a muro e una sedia. Una volta, per causa della febbre rimasi due giorni a letto senza muovermi, e lei insieme a me giorno e notte. Quando mi svegliai, mi disse che era abituata a badare ai malati, nonostante ciò, era uscita dalla stanza per fumare, credo che questo fu un grande sforzo per Lei. In quell momento, non stimai molto quest`abitudine e, al lavoro raccontandone ai miei compagni, mi veniva da ridere per lo sinistro (strano) del fatto. Potete immaginarvi, una donna che mantiene l`occhio fermo su di voi due giorni e due notti scrutandovi? Mamma mia che paura! (Che schifo)!
Lola aveva una grande pasione, L`Opera , era quasi fondatrice dell´ Abao, tutte le settimane pesenziava imperterrita (imperturbabile) qualunque rappresentazione che lì fosse (stata) recitata, rassicurata per chi o cosa fosse cantata. Più o meno felice ritornava a casa secondo chi, (si) avesse trovato o di (che) cosa avessero parlato.
Ogni giovedi, si vestiva accuratamente, si metteva un rosstetto acceso nelle labbra, si metteva il cappotto già abbastanza permeato dal suo odore, e un tassì, l`abituale l´aspettava all`ora precisa. L`autista le apriva la porta come se si tratasse della regina dell`Inghilterra. Io, la guardavo dietro alla finestra, allontanandosi piena di tutta la dignità che appartiene a coloro che hanno un cognome illustre. Suo padre infatti, fù il sindaco della città quando Lei era giovane, e suo fratello, con cui aveva vissuto sempre, fu un vescovo molto affermato. Credo che ancora oggi c’`e una strada nella città con il suo nome.
Qualche mese dopo il mio arrivo, venne assunta una donna di servizio che preparava per Lei il pranzo e puliva. Da quel momento in poi, e siccome gli scrupoli mi avevano allontanata da qualche cibo che lì fosse stato cucinato, cominzai a fare colazione con Lei, questo era tutto. Ancora oggi sono incapace di avvicinarmi a 3 metri dalla crema d´ asparagous, boccone favorito per Lei che purtroppo, molto cortesemente mi offriva ogni sera. –No grazie, ho già mangiato, quello che preferisco dal mio lavoro è che mi danno da mangiare e così non ho bisogno nè di fare la spesa nè di cucinare- rispondevo io il piú cortesemente possible con la nausea. Il colore delle parete, l`odore irrancidito e quella nuvola di fumo mi facevano star male...
 
Grazie Caminante, sto per finirlo

BAci
 
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Lola storia interessante ... mi ha fatto ricordare un anno ho vissuto in una casa subaffitto una stanza in una piccola città Press. Il male sembrava Lola, è appena arrivato nella mia stanza e guardò e nei miei cassetti e fogli che avevo ... ufff
D Mi è piaciuto la vostra lettura.
Egli aveva da tempo lasciato alle spalle l'italiano.
Baci
aamanecer
 
Lola storia interessante ... mi ha fatto ricordare un anno ho vissuto in una casa subaffitto una stanza in una piccola città Press. Il male sembrava Lola, è appena arrivato nella mia stanza e guardò e nei miei cassetti e fogli che avevo ... ufff
D Mi è piaciuto la vostra lettura.
Egli aveva da tempo lasciato alle spalle l'italiano.
Baci
aamanecer

Lo fai molto bene....

Baci
 
¡Ma come! ¿¡in italiano!?, ma tu sei italiana o soltanto lo parli. Per scriverlo fa bisogna parlarlo bene!

Qualche anni fa avevo in mente di studiare una nuova lingua, non per trovare lavoro eccetera, soltanto per il piacere di farlo ed è così che cominzai.
Questo è un racconto che dovevo finire per l´ultimo corso
Grazie per la visita
 
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